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Era da non mi ricordo quando che aspettavo questo momento. Penso da inizio estate ’09.

Finalmente A. Girolami e i Ragazzi della Prateria potenziati da Vitaminic e ora anche da Bonsai.tv riprendono a creare, a mostrarci come la tivvù potrebbe essere. Poca superficialità compensata dall’essenzialità di un progetto che parte con un idea di certo “ispirata” da altri ma che per questo non risulta scontata o poco originale.

Personalmente le rubriche che preferisco sono Fossifigo e iPod Casino. In particolare la prima, ti permette di conoscere molto più da vicino quel tipo di non-lavoro che è suonare in un gruppo “indie” (passatemi il termine please) in Italia.

Insomma. C’ho voglia di veder dei bei video.

waiting for 10 Marzo.

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Potrebbe essere un nuovo strumento musicale oppure solamente una boiata stratosferica.

Noi di ECSA ci teniamo a sottolineare le boiate che però, in fondo, ti fan sorridere.

E pensare

Si. Esempio: perchè il mio blog suona così male? significa che è malvagio? che sono triste se suono in Em (MI-)? Cosa ho sbagliato? Avrà avuto ragione Morpheus? O forse sto impazzendo perchè studio come un coglione?

Probabilmente sì

via notcot

Vorrei semplicemente ribadire un concetto che magari non è unanimemente approvato, ma per molte persone (per me di sicuro) è una certezza.

Stare a New York è una figata.

Hai deciso di andare a fare una passeggiata tra le opere d’arte al Guggenheim? Buon per te. La figata del giorno potrebbe essere questa.

Con il condizionale d’obbligo perchè, per ora, è solo un progetto.

Sei in giro per Soho e stai cercando qualcosa di diverso da tutti i negozietti belli e brutti? Toh, che sfortuna! Hanno appena riesumato per te un murales originale di Keith Haring e lo espongono – guarda un po’.. –  proprio qui!

Dio che sfortuna essere niuiorchesi!

Un uomo in anticipo sui tempi.

Questa la sua colpa.

Mauro Repetto è stato uno strano elemento nel panorama musicale italiano dei primi anni 90.

Eppure ci vedeva bene e il suo sguardo era rivolto al futuro.

Dimmi cosa fai quando stai con lei
metti le cassette di Masini
lei poi ti racconta i suoi casini
roba che se non facevi il romantico
lei magari ti diceva facciamolo
ed invece sei rimasto fregato
da “PERCHE’ LO FAI” e “DISPERATO”
hai comprato pure il cellulare
da tua madre tu ti fai chiamare
per far finta di essere uno importante
chiamo dopo sono in mezzo alla gente
fingi di essere come Berlusconi
pieno di ragazze e di milioni

fino a ieri eri come noi invece adesso cosa sei
Sei uno sfigato ma cosa vuoi
Sei uno sfigato ma chi sarai mai
Quando vai nei bar fai un po’ la star
tu ti metti sempre accanto agli specchi
poi ti guardi dritto fisso negli occhi
e la mano passi in mezzo ai capelli
dici “UE MARONNA TROPPO BELLI”
non ti muovi mai per evitare
che la giacca ti si possa sciupare
quando metti su gli occhiali da sole
con quell’aria da grande attore
credi che le donne muoiano ai piedi
di uno come te però non vedi
che ti prendono soltanto in giro
e tu che continui a fare il duro
fino a ieri eri come noi invece adesso cosa sei
Sei uno sfigato ma cosa vuoi
Sei uno sfigato ma chi sarai mai
Quando parli tu sembra che sai più
cose strane di novella 2000
del jet-set sai tutto quello che tira
perché dici di conoscerli tutti
e per questo che conosci i fatti
il tuo panfilo a Montecarlo
io ti giuro vorrei proprio vederlo
dici che fai quasi tutti gli sports
dal rock ‘n’ roll acrobatico al golf
spesso fai l’intenditore di vini
sei pure uno chef quando cucini
credi di essere uno ricco e potente
uno che può far tremare la gente
ed invece tu che cosa sei uno qualsiasi come noi
Sei uno sfigato ma cosa vuoi
Sei uno sfigato ma chi sarai mai

Chiare sono le invettive.

Chiari i riferimenti.

Chiaro il contenuto enciclopedico.

Mauro Repetto è da 15 anni che è sparito.

E così sia.

Un altro a scrivere in questo nuovo, garbato e gentile figliolo della Rete.

La fotografia praticata (da me) non la gradisco granché, ancor meno praticata da altri se ne sono il (consapevole) protagonista, ma, sempre più spesso, ne apprezzo la sincerità e la modestia intrinseche di arte “minore”.

Ho passato momenti stranianti scorrendo queste inaspettate parentesi.

E’ come se tutto quello che immagino sull’America, ora veda il suo fondarsi tra i palazzoni, gli spazi instancabili e i volti quasi sempre altrove di una nazione che non ci stancheremo mai di guardare.

Gli stereotipi ritrovano la forza e il senso delle origini di una mitologia laica di cui sempre più non possiamo non essere parte.

Infatti, nulla mi pare cambiato in mezzo al caos dei nostri giorni, nulla di quello che conta, cioè la vita delle persone, come quella dell’autrice, in cui la sintesi è d’obbligo.

Nasci, ti sposti, cerchi e trovi un lavoro, nel frattempo hai un hobby e prima di morire puoi dire di aver fatto qualcosa di bello per cui è valso lo sforzo.

La differenza rispetto a milioni di altri è che qualcuno di lei alla fine (anzi dopo) se n’è accorto.

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