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Ho appena finito di vedere “I’m here”, un mediometraggio scritto e diretto da Spike Jonze.

Sono così scemo che mi commuovo per una storia d’amore tra robot?  Si.

Davvero delizioso. Così come il fatto che per vederlo devi semplicemente andare sul sito ufficiale del film.

Colonna sonora stupenda. Per ora non ho ancora scoperto di chi è.

UPDATE:

Colonna sonora di Aska assieme a band indie di LA. Così c’è scritto sul tumblr officiale. Beh ora che l’ho scoperto non è meno bella…

(ri)Buona Visione

Quanto ci piacciono le immagini in bianco e nero? Parecchio direi.

Quando poi narrano e analizzano il gesto sportivo dal lato tecnico-nostalgico, beh…. siamo colpiti.

Michael Jordan

Bjorn Borg

Cassius Clay

Walter Payton

Pete Rose

Avrete notato il fatto che siano più o meno datate. L’autore (chiunque sia) è riuscito a sottolineare il gesto in maniera eccezionale. E’ come se volesse riportare chi osserva al momento più romantico dello sport in questione. E’ proprio il gesto quello che conta e conta, pure molto, chi lo compie. Non ce ne frega una cippa di replay, tute e materiali high-tech, doping e compagnia bella…

Lo sport com’era e come forse qualche volta dovrebbe ricordarsi di essere.

Via fffound!

Quest’estate tutti avranno un appuntamento fisso.

Quest’estate ci sono i mondiali di calcio.

L’Italia è campione del mondo.

Gli interrogativi incalzano, i pronostici si susseguono. La tensione si fa palpabile.

Su Sky è già scattatto il conto alla rovescia per il calcio d’inizio.

I grandi marchi si attrezzano per compiacere i propri consumatori-tifosi.

La Durex non è da meno e ti permette di sentirti come il tuo idolo calcistico anche a letto.

E magari di urlare anche “Gooooool!!!”.

E’ innegabile.

Ci sono momenti in cui riconosci qual è la tua famiglia, in senso culturale, di riferimento.

Lo scopri pezzo a pezzo, nelle situazioni più varie, queste ne sono esemplificazioni verosimili:

  • fissando da dentro una densa bolla d’alcol una folla impazzita che balla furiosamente Erol Alkan e pensi che sarà così per sempre, un istante espanso a rappresentare senza parole o pensieri una generazione
  • quando il pomeriggio tardi in bici dalle cuffie parte qualcosa degli Smiths e rallenti per non arrivare prima che finisca, rallenti fino a scendere e camminare, anche se vorresti sederti, sdraiarti in mezzo alla strada
  • scoprendo che il libro che un tuo amico ti aveva prestato di David Foster Wallace e che hai divorato come non succedeva da anni è l’ultimo perché si è ucciso, e allora invece di correre a leggerli tutti per recuperare, li conservi per tempi di carestia
  • quando qualcuno posta La Descrizione di Un Attimo, la fai partire e ti accorgi dell’errore: quello che più amiamo lo teniamo per quando smettiamo di sapere che cosa davvero conta, che cosa davvero ci racconta, non per una domenica qualsiasi
  • sdraiato sul letto, sotto le coperte, al buio, chiedendoti perché non riesci ancora a parlare 20 minuti dopo aver visto per la sedicesima volta Paz su i fumetti di Andrea Pazienza, chiedendoti se è davvero impossibile vivere nell Bologna degli anni ’70

E così oggi ho scoperto sfogliando Google Reader, in un mal di testa aizzato da campane semi festanti che Mark Linkous era parte della famiglia; cliccando sulla foto troverete un ricordo e una raccolta di video.

It’s aWonderful Life.

I Crookers escono in questi giorni con il loro primo album.

La notizia, se datata 2009, sarebbe stata per me motivo di gasamento ma ora, beh ora non me ne frega molto. I tempi sono cambiati, l’hype per la crunk o per la techno o per qualsiasi cosa sia stata (mi) è passato. Il tempo in cui basta che sentivi iniziare Salmon’s Dance e cominciavi già a saltare con quel ghigno distruttivo. Quanto mi sono divertito a sentirli dal vivo.. Jesolo… Milano all’Amnesia coi Justice…

Ecco. I Justice. Ma anche loro? Li rivogliamo davvero? I loro ultimi concerti erano carine ripetizioni della stessa scaletta. I Crookers non son mai stati così. Spero davvero non lo diventino.

Il misfatto rimane: Tons of Friends. Il primo album.

Com’è? Quanto tira il beat? Cosa sono diventati i Crookers?

Ad un primo ascolto dire che sono commerciali è come dire che i nuovi episodi dei Simpsons sono divertenti. Non sono commerciali, i loro pezzi sono solo diventati più “canzoni”. E mi dispiace: non avrò più la dose di riff sbrodolati di synth e bassi con basi di batteria scarne che ti spaccano il timpano e ti fanno dondolare la testa come un idiota.

Ma forse non li avrei voluti comunque.

ho consegnato i moduli, i certificati, mi sono registrato, ho confermato e firmato.

a partire approssimativamente da settembre prossimo me ne vo, ancora dove non so (probabilmente parigi, forse lione), ma non importa, per quanto non so, approssimativamente 6 mesi.

approssimativamente.

ma non parliamo di me, parliamo di voi, parliamo di quello che voi vivrete e io no, in ordine o meno:

la fine dell’emergenza caldo, signorini, il caro libri, vespa, l’inizio emergenza influenza, la fila, i rimpasti, panebianco, idee carine per halloween, i fannulloni, la nebbia, le convention, il campionato che avanza, i pestaggi, la ventura, preparativi del natale, la telecom, il cinepanettone, butta la pasta/scola la pasta, l’asfalto, le sagre, i filmati divertenti di animali, i comizi, i ragazzi entrano nella casa, belpietro, la mamma, i rifiuti, il discorso del presidente, la pubblicità, i rimpatri, lo spumante in piazza, il papa, la rai, mani mutilate da botti, il grande freddo, il nucleare, i ministri, le varie settimane dells moda e del mobile, l’angelus, feltri, la nazionale, il conto alla rovescia per il festival, la champions, facci, l’emergenza allergie.

vediamo come va.

in fede.

Qualche giorno addietro in una notte di impegni accademici davanti al computer ho fatto un incontro.

Ho incontrato quest’uomo, questo personaggio.

Si chiama Gabriele La Porta.

(http://gabrielelaporta.com/)

E’ il direttore di RaiNotte, conduce una sua trasmissione che si chiama “Inconscio e magia”.

Parla di poesia, di amore, di anima, di filosofia, di umano sapere e sentire.

Lui affronta le cose così

tanto da meritarsi un’imitazione così

Non volevo fare l’hater in questo blog. C’è sempre qualcuno che ci riuscirà meglio. Ma in questo momento non riesco a tacere.

Avevo cominciato a dare chiari e manifesti segni di cedimento da un mese a questa parte; più precisamente tutte le volte che questa pubblicità (aggettivo davvero regalato) andava ( e va ancora) in onda: Seat Ibiza TRL.

A farmi davvero incazzare sono molti fattori… TRL ha chiuso in America e speriamo anche in Italia e ora che tutti eravamo così contenti di questo arriva la Seat coi mitici pubblicitari italiani a riesumare la trasmissione più stupida degli anni 2000. Ma non basta. Infatti il tutto è condito da gente a caso che balla a caso musica a caso in un posto a caso. Infine…. non so se riesco a scriverlo… Infine arriva il mitico slogan: I SOUND ME       (ecco l’ho scritto, ho sporcato questo blog)

A questo punto della pubblicità di solito urlo a un volume medio altissimo e la gente che si trova con me mi trattiene dal frantumare lo schermo.

Bene. In questi giorni è arrivata anche lei. Citroen C1 “Amici”.

Capite bene che se già prima non guardassi quasi più la tv ora per me è proprio defunta.

Vorrei far pensare però non solo alla mera bruttezza di questi spot ma anche da dove e da cosa provengono. E’ ormai un dato di fatto che il “giovane” italiano under 30 è più colpito dal pacchetto esterno che la pubblicità riesce a vendere che dal prodotto in sè? Questi due ultimi esempi sono solo gli ultimi. Siamo già stati invasi da MTVmobile e altre case automobilistiche che piazzano di fianco al nome della vettura aggettivi a caso come Diabolik, Iene, Radio Deejay….

I giovani italiani sono davvero tanto stupidi da farsi comprare così facilmente?

Purtroppo la risposta credo di saperla già.

chi pigia sui tasti

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