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I francesi sono mediamente più tamarri degli italiani, almeno secondo la nostra concezione di tamarro, mentre secondo la loro concezione di tamarro noi lo siamo sicuramente di più; al contrario, secondo la loro concezione di fighetto, loro lo sono di più; indovinate un po’, secondo la nostra concezione di fighetto, noi lo siamo più di loro.

Il punto è che per quanto fastidiosamente simili, siamo popoli irritantemente diversi.

E per surfare ancora alla grande sul luogo comune, aggiungerei che ad ogni passo trovo conferma che la nostra italianità vive la solita fama ormai ben incatenata nel bassorilievo dell’immaginario mondiale e a scanso di equivoci farò un elenco di aggettivi plurali (perché, se non si fosse capito, noi siamo gli ITALIANI):

mafiosi (nel senso che facciamo comunella sempre tra di noi, oltre che raccogliere il pizzo nello studentato),

confusionari/gesticolatori (nel senso che quando non ci pagano, cominciamo a muoverci inconsultamente e a nominare santi e divinità, per ottenere il pizzo che ci spetta)

gioviali/gentili (nel senso che quando hai pagato, sei il nostro migliore amico e ti facciamo tanti favori, basta che poi paghi di nuovo)

simpatici/allegri (nel senso che quando si mangia e si beve con i soldi dei norvegesi, ridiamo spesso e offriamo pure)

furbi/svegli (nel senso che ci giustifichiamo dicendo che quei soldi erano per la quota dell’associazione studentesca “amici della mamma”)

berlusconiani (nel senso che contestualizziamo le bestemmie)

I francesi invece sono così

Ora che ci penso non so cosa sia peggio.

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Entro direttamente nella questione, caro il barone.

Lebron ha sbagliato.

La scelta di Miami è stata fatta direi soprattutto per coprirsi le spalle. Se voleva essere un leader e vincere un titolo doveva scegliere un’altra destinazione. Essere il leader della squadra (a Cleveland) è lo spazio che lui si è voluto creare e credo che le squadre che sono state messe in piedi negli ultimi anni siano state assemblate ascoltando anche, e soprattutto, le sue richieste. In fondo, nell’ultima annata hanno vinto abbastanza comodamente la regular season. Il problema che una volta calato lui (nei play-off), tutto il resto della squadra l’ha seguito. Da qui due osservazioni. Da una parte giusto andare dove sono presenti altri giocatori in grado di tirare la carretta se lui non ce la fa. Dall’altra, mi viene da dire che che forse essere l’uomo solo al comando non è la posizione che fa per lui.

Miami è casa Wade (Wade su quelle spiagge ha già vinto un titolo). Non sottovaluterei questa cosa. Non ci saranno mai tre numeri uno a parimerito. Ci saranno sempre un numero 1, un numero 2 e un numero 3. Inutile dire l’ordine (io lo vedo così: Wade, James, Bosh). Le squadre vincenti sono sempre state composte da buoni giocatori, non solo quelli del quintetto, giocatori che sapevano cosa fare in un ottica di squadra, ci sono sempre state delle gerarchie e difficilmente dei pari livello. Quindi o instaurano una mentalità in stile Stati Uniti alle olimpiadi 2008 oppure la vedo dura giocare insieme per tre solisti di questo calibro, la palla è sempre una sola. E poi vorrei aggiungere che la squadra è fatta di 12 giocatori e ora all’appello ne mancano ancora 7 (miami ha chalmers a contratto e ha appena preso miller), sono ancora tantini, più che altro perchè non ce ne sono molti disponibili e i soldi a disposizione non sono molti.

In fondo una scelta come New York (anche se sarebbe stata cestisticamente un’incoscienza) o Chicago (cestisticamente solida ma con un alone che ancora veleggia sulla squadra) sarebbero state molto più affascinanti, più all’insegna dell’equilibrio (chissà csa avrà pensato Mr.Stern alle 3.40 di giovedi) e meno da paraculo.

Insomma, come si sarà capito, daje Kobe, asfaltali.

ma se tra la massima e la minima ci sono 10°C e la minima è 23°C e alle 23 la temperatura è uguale alla massima, la minima in che dimensione esistenziale si colloca rispetto a me e alla mia giornata/nottata?

ma soprattutto, considerando che l’umidità è in percentuale il triplo della minima, che senso ha cercare di capire queste cose?

forse questi dati (paradossalmente simpaticamente freddi :)) sono proprio la causa prima di queste parole, dato che le palpebre si impastano tra loro e le dita cigolano sui tasti come sul manubrio color panna di graziella di chi dominò il tonale la domenica pomeriggio in cui giugliacci ebbe una sincope in studio e schiumò come un bue amante dello step.

penso il segreto sia non pensare a niente, chiudere gli occhi e sognare di essere impalato da un calippo al lime gigante, oppure lasciarsi dominare dalla passività di queste ore cave e violente, muoversi solo per commentare qualche hater instancabile, che probabilmente gode di sana e robusta aria condizionata, non c’è altra spiegazione.

proprio non si reggono gli hater d’estate, sempre così sagaci, dalle battute così sorprendentemente elaborate, devono essere esseri maledettamente preparati ad ogni condizione meteorologica.

stimolati dall’idea di stupire con le loro citazioni di manga del menga, si apprestano come furetti cui hanno strappato i corti peli dal culo a coniare accostamenti di aggettivi incredibili per quei passivo-aggressivi bisognosi di sarcastici hitler telematici dei propri lettori sudati.

dai su, continuate a citare droghe e sottoculture come fossero il vostro fottuto pane di merda, quando in realtà mangiate pavesini e nutella come tutti quanti noi bastardi figli di una padania dalle ascelle sciolinate, dai, illuminateci con i vostri aneddoti modesti ma strabilianti grazie alla vostra retorica post-moderna, condite il tutto con nonchalance vero?! mi raccomando, ma visto?! anche io so scriverlo cazzo, lo so scrivere per bene, almeno quanto potpourri.

E non li ho cercati su Gogol!

P.S. visto la citazione? eh? sono anche io come voi nonostante il caldo! sì cazzo!!

comunque non la passerete franca: ecco il video lo-fi indie inascoltabile da bitchy checche che siete e dunque vi meritate

C’è qualcosa contro cui noi di ECSA non riusciamo a rimanere indifferenti.

Possono propinarci il remake di “Starsky e Hutch”, di “Dukes of Hazzard” e di “Miami Vice” e altri miti anni ’80…

Ma non riesco a capire come mai ma il remake di “A-team” proprio non lo posso sopportare. Mi lacera dentro sentire dire da qualcun altro che non sia Hannibal Smith “Adoro i piani ben riusciti”. Cristo no! Ma poi quel meganigga che han messo a fare P.E. Baracus… bella merda

Si. Bella merda. E’ tutto quello che mi viene da pensare quando vedo il trailer. Scontato dire che non andrò a vederlo al cinema. E spero neppure voi.

ho consegnato i moduli, i certificati, mi sono registrato, ho confermato e firmato.

a partire approssimativamente da settembre prossimo me ne vo, ancora dove non so (probabilmente parigi, forse lione), ma non importa, per quanto non so, approssimativamente 6 mesi.

approssimativamente.

ma non parliamo di me, parliamo di voi, parliamo di quello che voi vivrete e io no, in ordine o meno:

la fine dell’emergenza caldo, signorini, il caro libri, vespa, l’inizio emergenza influenza, la fila, i rimpasti, panebianco, idee carine per halloween, i fannulloni, la nebbia, le convention, il campionato che avanza, i pestaggi, la ventura, preparativi del natale, la telecom, il cinepanettone, butta la pasta/scola la pasta, l’asfalto, le sagre, i filmati divertenti di animali, i comizi, i ragazzi entrano nella casa, belpietro, la mamma, i rifiuti, il discorso del presidente, la pubblicità, i rimpatri, lo spumante in piazza, il papa, la rai, mani mutilate da botti, il grande freddo, il nucleare, i ministri, le varie settimane dells moda e del mobile, l’angelus, feltri, la nazionale, il conto alla rovescia per il festival, la champions, facci, l’emergenza allergie.

vediamo come va.

in fede.

Non volevo fare l’hater in questo blog. C’è sempre qualcuno che ci riuscirà meglio. Ma in questo momento non riesco a tacere.

Avevo cominciato a dare chiari e manifesti segni di cedimento da un mese a questa parte; più precisamente tutte le volte che questa pubblicità (aggettivo davvero regalato) andava ( e va ancora) in onda: Seat Ibiza TRL.

A farmi davvero incazzare sono molti fattori… TRL ha chiuso in America e speriamo anche in Italia e ora che tutti eravamo così contenti di questo arriva la Seat coi mitici pubblicitari italiani a riesumare la trasmissione più stupida degli anni 2000. Ma non basta. Infatti il tutto è condito da gente a caso che balla a caso musica a caso in un posto a caso. Infine…. non so se riesco a scriverlo… Infine arriva il mitico slogan: I SOUND ME       (ecco l’ho scritto, ho sporcato questo blog)

A questo punto della pubblicità di solito urlo a un volume medio altissimo e la gente che si trova con me mi trattiene dal frantumare lo schermo.

Bene. In questi giorni è arrivata anche lei. Citroen C1 “Amici”.

Capite bene che se già prima non guardassi quasi più la tv ora per me è proprio defunta.

Vorrei far pensare però non solo alla mera bruttezza di questi spot ma anche da dove e da cosa provengono. E’ ormai un dato di fatto che il “giovane” italiano under 30 è più colpito dal pacchetto esterno che la pubblicità riesce a vendere che dal prodotto in sè? Questi due ultimi esempi sono solo gli ultimi. Siamo già stati invasi da MTVmobile e altre case automobilistiche che piazzano di fianco al nome della vettura aggettivi a caso come Diabolik, Iene, Radio Deejay….

I giovani italiani sono davvero tanto stupidi da farsi comprare così facilmente?

Purtroppo la risposta credo di saperla già.

chi pigia sui tasti

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