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I francesi sono mediamente più tamarri degli italiani, almeno secondo la nostra concezione di tamarro, mentre secondo la loro concezione di tamarro noi lo siamo sicuramente di più; al contrario, secondo la loro concezione di fighetto, loro lo sono di più; indovinate un po’, secondo la nostra concezione di fighetto, noi lo siamo più di loro.

Il punto è che per quanto fastidiosamente simili, siamo popoli irritantemente diversi.

E per surfare ancora alla grande sul luogo comune, aggiungerei che ad ogni passo trovo conferma che la nostra italianità vive la solita fama ormai ben incatenata nel bassorilievo dell’immaginario mondiale e a scanso di equivoci farò un elenco di aggettivi plurali (perché, se non si fosse capito, noi siamo gli ITALIANI):

mafiosi (nel senso che facciamo comunella sempre tra di noi, oltre che raccogliere il pizzo nello studentato),

confusionari/gesticolatori (nel senso che quando non ci pagano, cominciamo a muoverci inconsultamente e a nominare santi e divinità, per ottenere il pizzo che ci spetta)

gioviali/gentili (nel senso che quando hai pagato, sei il nostro migliore amico e ti facciamo tanti favori, basta che poi paghi di nuovo)

simpatici/allegri (nel senso che quando si mangia e si beve con i soldi dei norvegesi, ridiamo spesso e offriamo pure)

furbi/svegli (nel senso che ci giustifichiamo dicendo che quei soldi erano per la quota dell’associazione studentesca “amici della mamma”)

berlusconiani (nel senso che contestualizziamo le bestemmie)

I francesi invece sono così

Ora che ci penso non so cosa sia peggio.

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ho consegnato i moduli, i certificati, mi sono registrato, ho confermato e firmato.

a partire approssimativamente da settembre prossimo me ne vo, ancora dove non so (probabilmente parigi, forse lione), ma non importa, per quanto non so, approssimativamente 6 mesi.

approssimativamente.

ma non parliamo di me, parliamo di voi, parliamo di quello che voi vivrete e io no, in ordine o meno:

la fine dell’emergenza caldo, signorini, il caro libri, vespa, l’inizio emergenza influenza, la fila, i rimpasti, panebianco, idee carine per halloween, i fannulloni, la nebbia, le convention, il campionato che avanza, i pestaggi, la ventura, preparativi del natale, la telecom, il cinepanettone, butta la pasta/scola la pasta, l’asfalto, le sagre, i filmati divertenti di animali, i comizi, i ragazzi entrano nella casa, belpietro, la mamma, i rifiuti, il discorso del presidente, la pubblicità, i rimpatri, lo spumante in piazza, il papa, la rai, mani mutilate da botti, il grande freddo, il nucleare, i ministri, le varie settimane dells moda e del mobile, l’angelus, feltri, la nazionale, il conto alla rovescia per il festival, la champions, facci, l’emergenza allergie.

vediamo come va.

in fede.

Non volevo fare l’hater in questo blog. C’è sempre qualcuno che ci riuscirà meglio. Ma in questo momento non riesco a tacere.

Avevo cominciato a dare chiari e manifesti segni di cedimento da un mese a questa parte; più precisamente tutte le volte che questa pubblicità (aggettivo davvero regalato) andava ( e va ancora) in onda: Seat Ibiza TRL.

A farmi davvero incazzare sono molti fattori… TRL ha chiuso in America e speriamo anche in Italia e ora che tutti eravamo così contenti di questo arriva la Seat coi mitici pubblicitari italiani a riesumare la trasmissione più stupida degli anni 2000. Ma non basta. Infatti il tutto è condito da gente a caso che balla a caso musica a caso in un posto a caso. Infine…. non so se riesco a scriverlo… Infine arriva il mitico slogan: I SOUND ME       (ecco l’ho scritto, ho sporcato questo blog)

A questo punto della pubblicità di solito urlo a un volume medio altissimo e la gente che si trova con me mi trattiene dal frantumare lo schermo.

Bene. In questi giorni è arrivata anche lei. Citroen C1 “Amici”.

Capite bene che se già prima non guardassi quasi più la tv ora per me è proprio defunta.

Vorrei far pensare però non solo alla mera bruttezza di questi spot ma anche da dove e da cosa provengono. E’ ormai un dato di fatto che il “giovane” italiano under 30 è più colpito dal pacchetto esterno che la pubblicità riesce a vendere che dal prodotto in sè? Questi due ultimi esempi sono solo gli ultimi. Siamo già stati invasi da MTVmobile e altre case automobilistiche che piazzano di fianco al nome della vettura aggettivi a caso come Diabolik, Iene, Radio Deejay….

I giovani italiani sono davvero tanto stupidi da farsi comprare così facilmente?

Purtroppo la risposta credo di saperla già.

chi pigia sui tasti

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